Impara a riconoscere i migliori formatori professionali

Impara a riconoscere i migliori formatori professionali 

(e a evitare chi si improvvisa)

Sei un agente immobiliare in cerca di un formatore professionale che ti aiuti a crescere nella tua professione? Ottima scelta: puntare sulla formazione è sempre la strada migliore, oltre che un serio investimento per la tua carriera. Ma attenzione a non incappare in figure ambigue e non adeguatamente preparate che ti farebbero solo perdere tempo prezioso.

Probabilmente non sei consapevole fino in fondo di quanto sia difficile trovare un formatore bravo, preparato e appassionato del proprio lavoro. E come biasimarti! Sei sommerso da proposte di ogni tipo, prospettive di cambiamenti miracolosi, formule magiche che promettono di far piovere clienti dal cielo o triplicare i guadagni in una settimana…

Nella giungla del marketing immobiliare non sempre è facile discernere le chiacchiere dai professionisti seri, ma in questo articolo proverò a darti qualche strumento in più per capire se chi hai di fronte è un formatore valido o meno, e se il corso professionale che ti propone si rivelerà un prezioso valore aggiunto per la tua professionalità o se alleggerirà semplicemente il tuo portafogli.

Formatore professionale: conosciamolo meglio

Per prima cosa chiediti: cosa contraddistingue un bravo formatore professionale? quali sono le sue sfide quotidiane? quali le fatiche del suo mestiere? 

Se nulla piove dal cielo (né i clienti, né tantomeno la capacità di essere bravi nel proprio lavoro), il formatore professionale non fa eccezione. Per diventare un comunicatore efficace, per trasmettere agli altri il suo sapere e la sua passione, per far fronte ai lati più spinosi della sua professione, il formatore avrà studiato, applicato in prima persona sul campo, faticato, e si sarà a sua volta formato.

Dunque, la regola aurea è: fidati di chi è arrivato dov’è con il duro lavoro e tieniti alla larga da chi ti promette risultati senza sforzi.

L’allenamento del formatore professionale

Il concetto di allenamento dell’anima, oltre che del corpo, è un prezioso insegnamento ereditato dai padri dell’antica filosofia greca. A quei tempi filosofia e allenamento delle potenzialità umane erano visti come inscindibili. La ricerca della virtù e della sapienza implicava una rigida disciplina fatta di esercizi quotidiani, allenamenti, dialoghi, confronti critici, sperimentazioni sul campo.

Allo stesso modo, possiamo applicare la filosofia dell’allenamento all’apprendimento di una professione: ci si allena con una serie di “esercizi” che, con la pratica, diventeranno sempre più facili e automatici.

Il formatore professionale sa bene quanto sia difficile il suo mestiere

Non si tratta di parlare a qualcuno che sa già tutto ed è lì per verificare che abbia studiato la lezioncina, come potrebbe essere per un esame all’università. E’ vero esattamente il contrario. 

Quando tiene il suo corso professionale, il formatore è davanti a persone che sono lì per essere formate da lui. Non sempre studenti alle prime armi, molto più spesso professionisti che desiderano migliorarsi, crescere nella propria professione e imparare qualcosa che ancora non conoscono. E lo vogliono imparare da lui. 

Bella responsabilità, vero?

Le armi segrete del formatore professionale

Crescono le aspettative e per fare bene (sempre meglio!) il suo lavoro, il formatore professionale dovrà affinare le armi e imparare a fare contemporaneamente una serie di cose. Quali?

  1. Sintonizzarsi sul suo pubblico. Abilità richieste: colpo d’occhio, istinto, empatia, capacità di ascolto e – nice to have – rudimenti di psicologia dei gruppi (vedi punto 2)
  1. Gestire la classe. Abilità richieste: carisma, fermezza, ma anche diplomazia, calma e pazienza. Non importa se sta facendo un corso di formazione avanzata per scienziati o se si sta confrontando con un gruppo di liceali. Di sicuro ci sarà qualche grana da risolvere, obiezioni e ostacoli di varia natura che il formatore dovrà imparare a gestire con tempestività e fermezza: il polemico, lo scettico, il distratto che distrae tutti (compreso lui), il logorroico-inopportuno, il silenzioso enigmatico, e via discorrendo. Qualunque sia la situazione, ricorda: il bravo formatore non scende mai allo stesso livello della provocazione, ma ha l’abilità di elevare la comunicazione ad un piano più alto. Ne uscirà con eleganza e si guadagnerà il rispetto del gruppo. Come? Vai al punto 3! 
  1. Comunicare con efficacia. Abilità richieste:  comunicazione non verbale e linguaggio del corpo  (movimenti, postura, espressioni, gestualità), capacità di modulare tono e timbro di voce, di cambiare registro, di inserire pause al momento giusto, di stimolare l’auto-riflessione, di tenere sempre alta l’attenzione e vivo l’interesse. Tutto questo deve andare di pari passo con contenuti mirati, validi, credibili ed efficaci. Per approfondire, ti consiglio di leggere l’efficacia della comunicazione immobiliare.
  1. Essere chiaro, conciso…e memorabile! Riconoscerai l’eccellenza di un formatore dalla sua capacità di coniugare un linguaggio semplice e diretto con la capacità di lasciare il segno, di farsi ricordare. Frasi brevi ma incisive, esempi concreti, racconti della propria esperienza, aneddoti, citazioni, concetti complessi semplificati da metafore, più semplici da penetrare nell’immaginario delle persone. 

Se pensi che fare contemporaneamente tutte queste cose sia difficile, in effetti hai ragione! 

Hai appena scoperto il modo per individuare i migliori formatori e corsi professionali sul mercato. 

Se riuscirai ad individuare tutte queste qualità nella stessa persona, saprai di trovarti davanti al formatore giusto per te!

 

Autore: Emanuela Perozzi

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